Senza Busta Paga


Anche i nuovi mutui ad hoc per giovani con un impiego precario, cioè con un impiego a tempo determinato, a progetto, o comunque non a tempo determinato, che vorrebbero ottenere un prestito senza busta paga, non sono accessibili a tutti.

Sono spuntati sul mercato mutui che coprono il 100% (o poco meno) del costo della casa e c'è anche qualche offerta ad hoc per i lavoratori atipici.

Le banche hanno capito che il mutuo, oltre a essere una fonte di guadagno primaria, è anche uno strumento importante per conquistare nuovi clienti, che se accendono un mutuo sono generalmente costretti ad aprire il conto corrente e a farsi accreditare lo stipendio.

La trasparenza è ancora un optional: portare a casa il contratto è praticamente impossibile, ma anche il modulo Esis, che riassume le condizioni del mutuo e consente di confrontare le offerte disponibili sul mercato, viene consegnato da meno della metà delle banche.

Eppure il mutuo è un impegno gravoso, tanto più considerati i prezzi esorbitanti delle case, che spesso dura tutta la vita e quindi chi lo fa ha il diritto di sapere in quali termini il suo tenore di vita sarà condizionato, magari per i prossimi trent'anni.

Sei un lavoratore atipico, vorresti ottenere un prestito senza busta paga?

Pochi danno fiducia. Senza posto fisso, niente mutuo: le banche non aprono le casse per finanziare l'acquisto di una casa se non hanno in mano una solida busta paga o la garanzia di un soggetto finanziariamente affidabile.

Gli esclusi sono interinali, autonomi occasionali, ex co.co.co. (oggi copro., collaboratori a progetto) e lavoratori a tempo determinato: l'esercito dei lavoratori atipici, che arruola tra le sue truppe più di due milioni di persone.

E allora schiere di trentenni, per indebitarsi, si vedono costretti a chiedere l'aiuto di papà, che con la sua busta paga o la pensione si presta a fare da garante e pagare se i guadagni del figlio dovessero scendere.

Con la riforma Biagi il futuro del mercato del lavoro sarà sempre più all'insegna della flessibilità il numero dei lavoratori atipici è destinato a crescere.

Questo significa che a bussare alla porta delle banche per un mutuo saranno sempre di più i lavoratori atipici, che hanno bisogno di un prestito senza busta paga.

La società sta cambiando, ma le banche restano ancora chiuse nella loro torre d'avorio:
infatti se una coppia di giovani dotati solo di un lavoro a tempo determinato e privi della garanzia dei genitori chiede un mutuo, in sette istituti su dieci vede respinta la sua richiesta.

Chi non ha un lavoro stabile trova in genere le porte chiuse, con alcune eccezioni.

Qualche banca si sta rendendo conto di non poter trascurare questa fetta di mercato (i precari sono lavoratori che rappresentano ormai il 17% dell'occupazione alle dipendenze) e sono comparsi prodotti ad hoc per i lavoratori atipici che non richiedono la garanzia di un terzo, ma sono caratterizzati da limiti di età e di anzianità lavorativa.

Nei mesi scorsi si è discusso molto sull'istituzione di un fondo di garanzia a favore dei mutui per i lavoratori atipici, che garantirebbe il pagamento delle rate in caso di perdita del lavoro.

La gran parte delle banche rifiuta di concedere il mutuo a chi non ha un posto fisso e che vorrebbe un prestito senza busta paga.

L'esercito dei flessibili però si fa sempre più consistente: più di due milioni di lavoratori nel 2004, secondo l'Istat.

Le banche cominciano a vederlo come una fonte di guadagno da non trascurare.

Così sul mercato sono comparsi alcuni mutui ad hoc per il popolo dei giovani precari.

Si tratta di prodotti per i quali l'istituto di credito non chiede nè il posto fisso nè la garanzia del papà.

Finora ci hanno pensato Banca di Roma, Banca Woolwich online e Banca Sella, che hanno creato prodotti su misura.

Altre banche, pur non avendo prodotti specifici, si dicono disponibili a valutare caso per caso.

Questi mutui sono però subordinati all'esistenza di condizioni ben precise di età e di anzianità lavorativa.

Infatti gli istituti in genere non scommettono su chi ha superato i 35 anni e su chi negli ultimi tre anni non ha maturato almeno 30 mesi di lavoro, anche in più aziende.

Insomma c'è precarietà e precarietà, e la banca rischia valutando le probabilità che il posto fisso prima o poi arrivi.

Quindi non scommette su chi non si è sistemato dopo i 35 anni, perchè ritiene che difficilmente entrerà stabilmente nel mondo del lavoro.

Prestiti Senza Busta Paga e Con Garante


La richiesta di garanzie sufficienti da parte degli istituti finanziari, a copertura del rischio dei loro finanziamenti concessi alla clientela, rappresenta un elemento cruciale nonché un fattore indispensabile e insostituibile per valutare una comune richiesta di accesso al credito.
Per ottenere un prestito personale è di fatto sempre necessaria una garanzia, ovvero un’entrata certificata come ad esempio una busta paga o un Cud, per i lavoratori autonomi. In particolare, dove si parla in genere di reddito dimostrabile si fa espressamente riferimento in qualche modo a tutte quelle fonti di reddito “certificate” come gli stipendi (con annessa la busta paga mensile), affitti, le pensioni o in alcuni casi anche assicurazioni sulla vita che possono generare soldi. Per i mutui ad esempio la “garanzia” è costituita dalla casa che si vuole acquistare o ristrutturare che, solitamente, viene ipotecata.
Fatta questa premessa, è facile comprendere le difficoltà nel caso di prestiti personali senza busta paga e garante. Proprio l’assenza del garante, ovvero l’impossibilità di ricorrere ad un prestito con fideiussione, nel quale una terza persona (fideiussore) agisce da garante per il credito, rende tortuosa la strada per l’approvazione di questa fattispecie di prestito.
Al fine di dimostrare la sussistenza di un reddito costante, in alcuni specifici casi, come anticipato in precedenza, gli istituti finanziari possono richiedere alternativamente un immobile di proprietà oppure un regolare canone di affitto.
Alcuni istituti di credito concedono dei prestiti personali senza busta paga e garante in cambio di una garanzia, strutturata sotto forma di ipoteca, su un immobile di proprietà.
Un’altra valida soluzione è quella di percepire un canone di affitto su un immobile di proprietà. Alcuni istituti di credito potrebbero prendere in considerazione l’affitto percepito come un reddito continuativo. Ovviamente l’importo richiesto dovrà essere proporzionato all’affitto percepito.
Anche in questo caso, qualora il controvalore richiesto per i prestiti personali senza busta paga e garante non superi i 4-5000 euro, la soluzione delle carte di credito revolving rappresenta la via migliore in termini di flessibilità, tempistiche e tessi di interessi applicati.

Prestito Casalinghe


L'enorme evoluzione che sta colpendo i mercati finanziari sta interessando sicuramente le grosse aziende, ma di riflesso sta anche andando a cambiare alcuni atteggiamenti del passato. Non è un caso infatti che gli istituti di credito si stiano interessando a quei soggetti e categorie di persone che fino ad ora erano state in qualche modo snobbate o comunque ritenute di interesse secondario.

I prestiti casalinghe sono dunque una delle forme di finanziamento che possiamo definire "nuove" e una conseguenza appunto dei cambiamenti che sono sotto gli occhi di tutti e interessano l'Italia quanto gli altri paesi del mondo. Come si capisce chiaramente dal nome sono finanziamenti dedicati esclusivamente alle donne che non hanno un lavoro fisso con reddito, ma che si occupano esclusivamente delle faccende domestiche (un lavoro a tutti gli effetti ma purtroppo non riconosciuto come tale in termini di renumerazione) o al massimo hanno un lavoro part time.

Rifacendoci all'introduzione generale sui prestiti in home page del nostro blog, possiamo categorizzare i prestiti casalinghe nella sfera dei prestiti personali non finalizzati, ovvero quei prestiti in cui la somma di denaro richiesta non deve essere in alcun modo giustificata a chi andrà a prestare il denaro, trattandosi comunque generalmente di cifre abbastanza contenute.

Infatti i prestti casalinghe sono generalmente bassi con piani di rientro di solito agevolati dalle banche o dagli istituti di credito che li erogano, e secondo statistiche recenti sono molto spesso utilizzati per poter pagare gli studi ai figli, o per comprare elettrodomestici per la casa senza dover affrontare la spesa in un colpo unico, ma così facendo dividendola in comode rate mensili, o ancora per spese mediche onerose come dentista.

Nei prestiti per casalinghe se la richiesta del finanziamento viene effettuata da donne che hanno anche un lavoro part time di solito la banca non ha bisogno di ulteriori garanzie. Mentre se la casalinga non ha alcuna entrata dimostrabile sarà necessaria come per i prestiti senza busta paga la firma di un garante (marito, parente etc.).

Ci sono anche le carte revolving che vengono utilizzate per il prestito casalinghe che di solito sono convenienti se si tratta di importi veramente piccoli e con una durata del rientro molto breve (tipo 12 mesi) che alcuni istituti di credito sono pronti ad offrire senza comunque voler una garanzia.

Caratteristiche


Con il termine prestito personale viene definito il finanziamento che un intermediario finanziario (società finanziaria o banca) concede ad un privato. Alla base di un prestito personale vi è il capitale richiesto, un TAN (tasso annuo nominale d’interesse) e un TAEG (tasso annuo effettivo globale) applicati, il calcolo del relativo piano di ammortamento e rata sulla base delle condizioni sottoscritte. Il ventaglio di proposte di prestiti personali è vasta e in grado di soddisfare le esigenze più diversificate dei consumatori, dalle soluzioni di micro credito ai piani in grado di coprire somme più importanti.

Prestiti senza busta paga, i soggetti richiedenti

prestiti personali, generalmente, non richiedono alcuna dichiarazione di finalità, ovvero vengono concessi senza un obbligo di destinazione, a differenza dei prestiti finalizzati. Per ottenere un prestito vengono ovviamente richieste una serie di garanzie come ad esempio la busta paga e il cud del richiedente o un eventuale garante.
Ma nel caso in cui a richiedere un prestito sia un soggetto senza busta paga come ad esempio uno studente, una casalinga, un lavoratore non regolarmente assunto, come è possibile accedere al credito? Le richieste di prestiti senza busta paga sono in netta crescita negli ultimi anni, anche a causa di un mercato del lavoro sempre più elastico e formule contrattuali a scadenza. In questi casi è possibile accedere a prestiti personali senza busta paga utilizzando un eventuale immobile di proprietà come garanzia, oppure una eventuale entrata derivante da un canone di locazione. Nel caso di studenti, i prestiti senza busta paga, prevedono condizioni di rimborso molto vantaggiose e garanzie praticamente assenti.

Prestiti a casalinghe senza busta paga, le garanzie

Molto spesso i prestiti senza busta paga vengono richiesti proprio da soggetti come ad esempio le casalinghe per far fronte alle spese o alle urgenze all’ordine del giorno. Il prestito casalinghe senza busta paga rappresenta una formula proposta anche da finanziarie in grado di erogare importi in tempistiche molto brevi (anche 24 ore). Nel settore dei finanziamenti personali i prestiti per casalinghe senza busta paga possono essere distinti in prestiti casalinghe senza garante e con garante: in quest’ultimo caso, al fine dell’erogazione, l’istituto richiede a tutela del finanziamento, la copertura di un terzo soggetto.
Gli importi erogabili con un prestito senza busta paga sono ovviamente molto contenuti, ma è possibile ottenere anche fino a 2 mila euro, mentre grazie alle diverse soluzioni disponibili online, gli utenti possono accedere a prestiti senza busta paga con maggiore semplicità. Raccomandiamo sempre la massima attenzione prima della stipula di un qualsiasi contratto di finanziamento senza busta paga, controllando con cura condizioni e tassi applicati per evitare spiacevoli sorprese.
fonte: prestiti.com

Prestiti e finanziamenti a disoccupati


Con il termine di prestiti a disoccupati si comprendono i prestiti sia a disoccupati che a inoccupati. Per chiarezza precisiamo che i disoccupati sono coloro che hanno perso un lavoro, mentre gli inoccupati sono quelli che non hanno mai avuto un lavoro, o meglio un lavoro regolare normato da un contratto. Coloro che hanno sempre lavorato in nero sono pertanto considerati inoccupati.
Chiaramente le possibilità di ottenere un prestito sono migliori per i disoccupati rispetto agli inoccupati. Infatti i primi , avendo avuto un reddito, possono aver contratto prestiti in passato ed essere quindi già noti al mondo del credito. Ovviamente ciò vale se il disoccupato non è stato un cattivo pagatore, nel qual caso molto difficilmente potrà finanziarsi non disponendo nemmeno di una occupazione che garantisca un reddito.
Si deve però tener presente che se si fa riferimento ai prestiti concessi a coloro che aprono nuove attività, i criteri che regolano l’erogazione di questi prestiti privilegiano gli inoccupati e che non hanno mai posseduto una partita IVA.
Perché inoccupati e disoccupati possano accedere al credito è opportuno, nella maggior parte dei casi, offrire garanzie.
La garanzia più largamente pretesa dalle Banche è la presenza di un co-obbligato, ovvero di un parente, un amico che funga da garante.
Può anche capitare che il disoccupato o l’inoccupato abbia un lavoro “in nero”. Se i relativi proventi sono versati su un conto corrente presso lo sportello bancario dove si richiede il prestito, è più agevole per il richiedente ottenere il finanziamento. Ovviamente i versamenti devono essere regolari, consistenti e tali da consentire il rimborso del prestito.
Inoltre, specie nel caso dei finanziamenti di importo più elevato, il prestito a disoccupati o inoccupati può venire concesso se si dispone di un immobile da porre a garanzia. Sul bene viene iscritta una ipoteca che consente l’accensione di un mutuo detto “mutuo liquidità”. Si tenga presente però che il valore di perizia dell’immobile deve essere significativamente superiore all’importo richiesto, in quanto le Banche vogliono cautelarsi nel caso di insolvenza del finanziato.
Infine le Istituzioni Pubbliche (Stato, Regioni, Provincie, …) spesso mettono a disposizione fondi per finanziare le iniziative imprenditoriali di soggetti che non hanno o hanno perso il lavoro. In genere gli enti stipulano accordi con Istituti di Credito che erogano più agevolmente in funzione delle garanzie offerte dai primi. Da ultimo, in alcuni casi, l’agevolazione è nella forma massima, ovvero nel prestito a fondo perduto, dove il richiedente non deve rimborsare la somma ricevuta. Per queste iniziative sono a disposizione opportuni bandi che debbono essere consultati per poter avanzare delle richieste di finanziamento coerenti con le linee guida dell’Ente in questione.
fonte: money360.it

Prestiti a studenti


Il sistema bancario, in accordo con Enti, Università e Governo, ha sviluppato diverse soluzioni di finanziamento per gli studenti. Si tratta di prestiti offerti ad una categoria di clienti, gli studenti appunto, che difficilmente possono offrire garanzie agli Istituti di Credito non potendo disporre di una busta paga.
Vediamo qui di seguito alcuni esempi di finanziamenti offerti a studenti senza busta paga.
UniversitHouseè un prestito per studenti destinato agli Universitari iscritti all’Università degli Studi di Ferrara, ai Politecnici di Milano, Torino, Bari e all´Università Politecnica delle Marche. Grazie a questo finanziamento, erogato in collaborazione con Intesa San Paolo, i beneficiari possono coprire i costi dell’affitto dell’alloggio utilizzato per la permanenza durante gli anni di studio. Lo scopo è quindi di consentire agli studenti che abitano lontano dalle sedi universitarie di trasferirsi per poter frequentare i corsi. La somma erogata, che non può superare i 24 mila euro, sarà rimborsata con un prestito a tasso fisso e con piano di ammortamento a partire dal termine del periodo di studio.
Altro prodotto di credito concepito per il sostegno finanziario a studenti senza busta paga è Intesa Bridge. Come indica chiaramente la denominazione si tratta di un finanziamento emesso dal Gruppo Bancario Intesa San Paolo. Si configura come il classico prestito d’onore erogato a studenti che dedicandosi pienamente agli studi non dispongono di una busta paga. L’importo erogabile, pari massimo a 5 mila euro, viene rimborsato con un piano di ammortamento che prende avvio un anno dopo la conclusione degli studi. Il merito scolastico e il rispetto del piano di studi sono condizioni necessarie per beneficiare di questo finanziamento.
Anche Banca Sella è promotrice di un prestito d’onore rivolto a studenti senza busta paga. Il finanziamento è finalizzato alla frequenza di un Master o di un corso post-universitario da parte di studenti che, avendo appena lasciato un’occupazione per ridedicarsi agli studi, non dispongono più di una busta paga. Gli studi possono essere finanziati se svolti sia in Italia che all’estero, e i beneficiari possono essere anche stranieri. L’Istituto di credito, per valutare se concedere o meno il prestito al candidato, valuta con molta attenzione le possibilità di impiego effettivo del richiedente post frequentazione del Master o del corso post-universitario; il rientro in azienda può avvenire sia presso il datore di lavoro pre-studi (a condizioni economiche tendenzialmente migliorative), o - come spesso avviene - presso una nuova società che sappia valorizzare gli studi completati.
Da ultimo è opportuno ricordare un’iniziativa nata dalla collaborazione tra Politecnico, CartaSì e Banca Popolare di Sondrio, a beneficio degli studenti del Politecnico di Milano; questa ha visto la promozione di due carte di tipologia differente, qui di seguito descritte:
  • la PoliCredit Card: una carta di credito che consente ai possessori di acquistare presso i punti vendita convenzionati CartaSì e di pagare secondo sue modalità; la prima a saldo, e la seconda rateale beneficiando quindi di un prestito specifico per studenti senza busta paga;
  • la Poli4Fun: una carta sconti dedicata perlopiù ad acquisti per viaggi e beni/servizi connessi, per cultura (libri, concerti, manifestazioni sportive, …) e per elettronica
fonte: money360.it

Come chiedere un prestito senza busta paga?


Attualmente le difficoltà dovute alla crisi economica e la rigidità degli istituti di credito, certo non agevola le richieste di finanziamento da parte del consumatore. Inoltre, prima di rivolgersi ad una banca o società finanziaria, è fondamentale disporre di un reddito certo, dimostrabile attraverso una busta paga, un cedolino pensione o modello unico (per gli autonomi).
A questo punto ci si domanda: come è possibile ottenere un prestito se non si possiede un’entrata mensile certificata? i cosiddetti prestiti senza busta paga, di cui si parla spesso oggi, si presentano sotto varie forme di finanziamento e riguardano determinate categorie di cittadini (casalinghe,studenti,disoccupati,etc.,) senza reddito.
Vediamo quali caratteristiche presentano e come richiederli; quando non è possibile presentare alcun tipo di documento reddituale, le banche o società finanziarie disposte a concedere un prestito (senza busta paga), richiedono generalmente altre forme di garanzia, fra cui la proprietà di un immobile o, meglio ancora, la presenza di una figura fideiussoria con lavoro stabile.
Naturalmente l’istituto provvederà a fare tutte le dovute verifiche e valutazioni, prima di procedere all’erogazione del finanziamento.
Ottenere un prestito senza busta paga vuol dire dover pagare più interessi, perchè il tasso applicato all’operazione è sicuramente più alto, ed accontentarsi di una durata limitata, in quanto l’ente erogante difficilmente è disposto a “rischiare” oltre un certo limite (e senza il giusto compenso), nonostante sia garantito dalla presenza di un immobile o di un coobbligato.
Non esiste un’agenzia finanziaria o istituto specifico dove richiedere unprestito senza busta paga, ma è possibile reperire tale prodotto, procedendo ad un’accurata ricerca sul web o presso gli sportelli bancari e finanziari.
fonte: casaemutui.net